STAMPA STAMPA

19 thoughts on “Il microchip bocciato dall’86% dei comuni del maceratese. Non funziona se non per fare multe

  1. Funziona eccome, cerco di stare sempre alle regole ma un attenzione in piu’ la metto nel giusto conferimento e ora con gli ispettori anche di piu’ che non ho voglia di rischiare multe e buttare soldi

  2. Quindi gli amministratori di Recanati fanno parte di quella minoranza che non capisce, non decide e non risolve neanche il problemi più semplici. La munnezza.
    Complimenti!

  3. Mi sembra che in conferenza stampa sia stato spiegato molto bene come la realtà sia il contrario di quello che è scritto nell’articolo

  4. Chissà se anche Panzeri ,kaili, Giorgi , zozzolino avevano anche loro i microchipster nei loro trolley? O volevano invitare/consigliare tutta Europa su come adoperare i sacchetti neri condominiali? A volte le genialità e le pensate di questi socialcomunisti stupiscono anche me.

  5. Come è contento il signore del 22 h12,42 gli piace pagare….se il cittadino non è vessato all’infinito, trovasse sconti nella Tari allora si! Farebbe più attenzione al differenziamento dei rifiuti, nel tempo ci sono mai stati degli sconti? Non sembra, la separazione dei materiali quindi la vendita quanto denaro ha portato nelle casse del Cosmari? Ma è tanto semplice; basterebbe copiare gli altri stati che dei rifiuti ne fanno una risorsa, noi? Un problema!!!

  6. Io faccio attenzione a una corretta raccolta differenziata e vorrei che si facessero più multe grazie ai microchip a quelli che se ne fregano

  7. Forse bisognerebbe cominciare dal cercare di produrre meno rifiuti e su questo il Consmari e il Comune nulla dicono, chissà perché. Si dovrebbe incentivare l’acquisto di prodotti sfusi, per i detersivi questo è già possibile presso piccole realtà ma non presso le grandi catene dedicate . Per gli alimentari siamo alla preistoria. Il decreto clima consente addirittura di portare da casa contenitori riutilizzabili e puliti per acquistare prodotti sfusi al banco, es. Formaggi molli, affettati, prodotti di rosticceria evitando vaschette di alluminio usa e getta. Questa è educazione dei cittadini, non certo i costosi e inutili microchip.

  8. Il cittadino deve essere multato pesantemente se fa una raccolta scorretta, perchè danneggia gli altri. I microchip servono per scoprire le personacce che buttano la plastica nell’indifferenziato e viceversa. Purtroppo non consentono di scoprire chi mette qualunque cosa nei bisoni del vetro e dell’umido. Bisogna però che si spieghi e rispieghi come fare bene la raccolta perchè le ultime riunioni informative nei quartieri si sono fatte dieci anni fa.

    1. I microchip sono costosi e inefficaci. Meglio un sistema che premi il conferimento puntuale del singolo rifiuto ad esempio in aree dedicate adiacenti ai supermercati come si fa in Germania e l’acquisto di prodotti sfusi. Si possono ricaricare anche i tubetti di dentifricio. L’obiettivo è rifiuti zero grazie alla diminuzione degli imballi e il riuso degli oggetti, dei vestiti, dei mobili. Perché non si lavora a questo obiettivo?

    2. Ma quanto te piace essere microchippato come i cani eh? Ce l’ hai già il QR code tatuato da qualche parte ? Scommetto ti sei già prenotato per la 5/6 dose per le future fanta-pandemie.uomini senza spina dorsale siete!

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