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3 thoughts on “La Regione contro la decadenza delle concessioni demaniali marittime

  1. Le concessioni demaniali sono un bene della collettività e non possono essere concesse praticamente gratis come attualmente avviene. I proprietari di immobili ad uso abitativo per anni hanno pagato imposte e tasse su redditi mai percepiti e sono stati nell’impossibilità di liberare i propri beni, nelle grandi città ci sono interi palazzi occupati illegalmente da anni che la polizia non sgombera ma sui quali i proprietari pagano le imposte ( e certe volte anche le utenze), e poi da un’altra parte lo Stato (o la Regione) concede pressochè gratuitamente l’uso delle sue aree più redditizie. La Regione farebbe bene a preoccuparsi maggiormente della corretta gestione delle sponde dei fiumi, in certi casi in preda al degrado più assoluto, mentre i proprietari dei fondi rustici confinanti con i corsi d’acqua vedono assottigliarsi i loro terreni per l’erosione galoppante. Però pagano imposte e tasse su frustoli di terreno ormai franate dentro il fiume. Come al solito i tartassati e i beneficiati. Concedete pure tutti i diritti di prelazione che volete a chi è già titolare di concessioni, ma stato attuale è fuori da ogni logica.

    1. Lo sanno già, è inutile ricordaglielo. Il patto tra lidi e politica è indissolubile, perché basato sugli interessi di pochi a danno della collettività. È un chiaro esempio di italianità.

      1. Atto di indirizzo unitario ….abbiamo detto tutto. E meno male che i politici di ogni colore si battono il petto dicendo che le sentenze si rispettano. Vogliamo ricordare che in molti comuni fuori cratere si pagano imposte e tasse sui fabbricati resi inagibili dal sisma del 2016, che i contriburi di ricostruzione, seppure adesso siano stati resi più celeri, in molti casi ancora non sono arrivati mentre in altri casi sono arrivati quando ormai i proprietari non avevano più le forse fisiche o morali per seguire la ricostruzione? che i danni da cinghiali (res communitatis) arrivano dopo anni in misura insufficiente? Che gli agricoltori pagano i contributi consortili ai Consorzi di Bonifica che si curano o dovrebbero curarsi della rete idrica supeficiale? Fermiamoci qui per carità di patria.

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