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3 thoughts on “Il lupo a Potenza Picena

  1. Lei dice giustamente che non vanno abbandonate le zone interne. Il fatto è che l’agricoltura oltre a produrre ciò che vende (frumento, foraggi, ortaggi) regala ossigeno, difesa dei suoli, regolazione delle acque superficiali, biodiversità solo per citare qualcosa. Eppure gli agricoltori vengono regolarmente privati del minimo per avere una vita civile, strade correttamente manutenute, servizi di trasporto, scuole, sanità a distanza ragionevole etc. E arrivano gli ungulati, gli istrici, i lupi.

  2. Negli ultimi decenni dello scorso secolo c’è stato un movimento di persone secondo le quali gli agricoltori erano i nemici dell’ambiente di cui inveceil movimento ambientalista si ergeva a strenuo paladino. Secondo questi cittadini (nel senso di persone abitanti i centri urbani e non le campagne) ogni operazione, taglio di alberi, lavorazione del terreno etc. era un irreparabile vulnus alla “naturalità dei luoghi” e alla tutela dell’ambiente. Addirittura l’abbandono di vaste aree montane è stato salutato come “rinaturalizzazione” . Intanto lo stile di vita urbana ha fatto sì che in discarica finissero quantità via via crescenti di rifiuti organici e cibo in particolare, insulto non solo a chi non ha da mangiare ma anche all’ambiente. Ed ecco che, invece di stare nei loro habitat naturali molti animali, cinghiali, orsi, istrici. gabbiani, volpi, cani rinselvatichiti (grazie a padroni criminali) preferiscono frugare fra i rifiuti piuttosto che procurarsi il cibo cacciando e pescando. Adesso dopo le volpi arriva il lupo, con tutti i problemi connessi, sicurezza di animali e cose, incidenti stradali, problemi sanitari, in primis rabbia silvestre. Dalla montagna intanto ci arriva a valle anche il dissesto idrogeologico. Era tutto previsto e prevedibile e anche ampiamente annunciato.

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