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6 thoughts on “INFINITO Village International al convegno sul futuro dell’industria della moda in Africa

  1. Siamo su Zelig? La moda in Ruanda?
    Credo che in Ruanda si preoccupino di più di ebola, di fame, di mortalità infantile.
    Comunque se volevate farci ridere, ci siete riusciti.

  2. L’argomento del convegno internazionale, purtroppo in remoto per le questioni della pandemia, anche se in lingua inglese, è chiaro perché tradotto anche in italiano all’interno dello stesso comunicato stampa. L’industria della moda, è uno dei maggiori settori trainanti dell’economia mondiale, che sia essa di lusso, casual o street e non può essere legata alla immutabile fissità dell’equazione … “moda uguale Francia e Italia”. Francia ed Italia rappresentano i Paesi storicamente di riferimento, i Paesi iconici della moda internazionale, ma guai al pensare che nel resto del mondo non vi sia fantasia, creatività e talento. Le case di moda italiane, francesi ed anglosassoni sono piene di giovani talenti provenienti da Asia ed Africa i quali apportano i propri apprezzati contributi in termini di idee e creatività nelle produzioni destinate poi a raggiungere le boutique di Hong Kong, Sidney, Shanghai, Cape Town, Los Angeles e cosi via. Il fashion system internazionale è una macchina molto sofisticata nei suoi indispensabili e collaterali elementi (pensate ad esempio al solo mondo degli accessori, … calzature, borse, make-up, occhialeria, profumi, hair style …) ed estremamente complessa negli ingranaggi ( produzione di tessuti, colori, macchine per la lavorazione…) che sono indispensabili, ma che purtrtoppo, non si vedono o non si vogliono vedere. Possiamo allora pensare che tutta questa articolata e complessa macchina globale possa essere rappresentata sul palcoscenico di Zelig ?

    1. Si possiamo dirlo. É Zelig.
      Non potrebbe essere diversamente.
      Il Ruanda é uno dei paesi più poveri del mondo.
      Aspettativa di vita media 50 anni, fame, malattie, sfruttamento. Lei parla di boutique hair style di ninnoli d argento…di fashion.
      Ci voleva un po di comiciità .

  3. Non riesco a comprendere questa Sua ripetuta veemenza contro il Rwanda reo di ospitare e di organizzare, tra l’altro a rotazione tra i vari stati africani, questo forum di studio internazionale sui progetti di sviluppo dell’industria della moda in Africa. Guardi che anche in Africa, nonostante il pesante ed esecrabile sfruttamento coloniale dei secoli passati, si studia, si ragiona, si vuol creare, si ha voglia di programmare e sviluppare e lo sà ? … posso assicurarLe che ci si veste anche !
    A questo punto, mi scusi ma è d’impulso e poi chiudo, mi sorge il dubbio se per qualcuno è forse più conveniente ed equivoco pensare agli africani coperti dalla sola foglia di fico, con l’arco, le frecce e l’anello al naso.

    1. Comico.
      L’Africa muore di fame, di guerre, di malattie. Milioni di persone fuggono da quei paesi sfruttati, con ogni mezzo.Tanti giacciono in fondo al nostro mare, e qualcuno pensa alle sfilate di moda e di bigiotteria. Comico.

  4. Signor Scavella, non si deve meravigliare dell’Anonimo per quello che dice, perché ormai é “conosciuto”. Deve “vivere” anche lui e l’unico modo che ha é quello di criticare a prescindere, su ogni situazione. Basta vedere quello che scrive su qualunque altra notizia su Radio Erre: é uno stampo di irrisioni, di denigrazioni, qualunque sia il tema trattato. Non sapendo e conioscendo di quello che si parla, la deve mettere sulla battuta che crede spiritosa e forse anche comica, e alle volte forse ci riesce, si vede che é un buffone (sinonimo di comico per la censura).
    Non cada nel rispondere, i livelli sono troppo distanti, e non credo che lei voglia arrivare a quello dell’Anonimo, come al contrario l’Anonimo non potrà raggiungere il suo, quindi lasci perdere e lo mandi a fare… culinaria.

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