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8 thoughts on “Gentiloni e Sassoli determinanti nell’accordo UE

  1. La “mamma affettuosa” non perde occasione per farsi la sua propaganda, ma senza occuparsi dei problemi delle Marche e dei marchigiani. Si vede che ci tiene alla… poltrona!

  2. A me questo risultato sembra effettivamente importante.Il problema,adesso,è quello di utilizzarlo con la necessaria lungimiranza ed accortezza,ovvero con una visione strategica che consenta all’Italia di rimettersi in sesto.Molto probabilmente è l’ultima occasione e,quindi,vanno dismessi i soliti criteri di gestione della nostra politica,mai rapportati a seria programmazione,ma sottoposti alle spinte più contrastanti.

    1. Si è accorto che stiamo diventando una nazione che campa (?) sull’assistenzialismo? Basta versare una qualsiasi… lacrimuccia e questo governo elargisce subito un bonus, un sussidio, un reddito di emergenza. Così si va solo a fondo. Il resto sono balle e illusioni da saltimbanchi.

  3. Se l’accordo sia così epocale lo dirà la storia in futuro. L’Italia da sempre non riesce a spendere i fondi strutturali che le vengono assegnati, questo grazie a un fisco rapace e spesso di difficile interpretazione, a una serie di adempimenti burocratici verso uno stato miope e contradditorio, (spesso il Comune dice una cosa, la ASL un’altra, la regione una terza, l’INAIL un’altra ancora), a una incertezza del diritto e una giustizia la cui assoluta impunità e le cui distorsioni sono ormai sotto gli occhi di tutti. Naturalmente bisogna provare a gestire bene questi fondi ma basta leggere il decreto semplificazioni ( che sarebbe utilissimo) per capire quanto siamo lontani anche solo da una partenza razionale. Infine, rinnoviamo finalmente la pubblica amministrazione aprendola a forze giovani e nuove.

    1. Vogliamo dire qualcosa della cassa integrazione sfruttata “obbligando” comunque i dipendenti ad andare a lavorare come sempre, ma chiaramente con minor guadagno? E poi, crede davvero che il problema della pubblica amministrazione sia quello di avere “forze giovani e nuove”, spesso a corto delle basi teoriche necessarie?

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