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12 thoughts on “Recanati. L’ORA DI DRAGHI di Piergiorgio Moretti

  1. Per come era messo il quadro politico,tutti contro tutti anche all’interno dei singoli partiti,era a sola scelta per tentare di non affondare in un mare in tempesta a forza dieci.Le stesse elezioni con una mortale pausa di ogni attività governativa non potevano garantire uno sblocco.Inoltre mi pare un pochino azzardato considerare in partenza Draghi difensore d’ufficio del capitale,è un valido economista della scuola di Federico Caffè,il cui pensiero non farebbe male conoscere,per esprimere riserve così nette.Adesso,conoscendo il modo di fare dei nostri politici,c’è da sperare che il sostegno al nuovo Governo non sia a corrente alternata e isterico.La partita è molto difficile,l’Europa,che si è aperta,ci guarda,non dobbiamo spingerla a voltarci le spalle,perchè sarebbe la nostra fine certa.

    1. Non è affatto vero. Quale fine certa? L’ Europa ci difenderà dal socialismo. Lo ha fatto con Craxi, con Berlusconi, lo farà anche con questo. Lo spred parla chiaro.

  2. L’analisi su Giorgia Meloni é paradossale. Fratelli d’Italia non nega l’aiuto su provvedimenti che siano effettivamente utili al Paese ma si rifiuta di partecipare all’ammucchiata con un senso dell’onore sulla parola data agli elettori che chiaramente destabilizza che normalmente dice una cosa e poi ne fa un’altra.
    Per ultimo: la Meloni votò la fiducia a Monti, é vero, lo fece, come disse allora, per “disciplina di partito” ma subito dopo fece la scissione in dissenso.
    Comunque divertente il nostro avvocato Moretti: “ Sono convinto, invece, che Di Battisa, in arte Dibba, resti dove sta perché la vigliaccheria e la falsità in politica pagano” però se invece qualcuno mantiene la parola data agli elettori é un “disertore”… faccia pace col cervello!

    1. Però se tutti facessero come la Meloni,cosa dignitosa come è l’opposizione costruttiva ma pure comoda,avremmo un Governo alla carta da insediare giorno per giorno.Se c’era,come c’era,la necessità di salvare la baracca bisognava accollarsi tutto il sacco comportante provvedimenti per niente agevoli e con alto rischio di sbagliare .

      1. Per cui i provvedimenti saranno neutri perché mi piacerebbe capire cosa possa accumunare Leu e Lega o Renzi e Grillo. E i provvedimenti neutri sono inutili, sempre.

  3. Caro Piergiorgio con questo nuovo governo non è cambiato proprio niente se non accontentare qualcuno.
    E’ ridicolo che sia rimasto un ministro come speranza dopo tutti i danni che ha combinato e che bel 9 rappresentanti delle 5 palle siano ancora lì.
    L’unica da rispettare in questa circostanza è stata la Meloni che è rimasta delle sue idee dando un segnale chiario e forte ai suoi elettori dimostrando che possono avere fiducia in lei, tutti gli altri un branco di pagliacci

  4. Staremo a vedere, ma non mi aspetto niente di buono da Draghi, non capisco tutto questo entusiasmo per Draghi come fu ai tempi di Monti che poi è stato solo lacrime e sangue, mi sembra di rivedere quel vecchio film…

  5. Sarebbe bene chiedersi come mai i piccoli partitini crescono come fu per la Lega, Fratelli d’Italia e mi risulta anche il neonato partitino di Gianluigi Paragone “ITALEXIT”,
    dai sondaggi sta ottenendo enormi consensi, mentre i grandi partiti decrescono, subiscono scissioni nel loro interno, vedi Forza Italia, PD, M5S, fateci caso.
    È rimasto solo Draghi come ultimo baluardo dell’europeismo, vedremo se saprà imporsi in Europa, costruire per gli italiani qualcosa di concreto, regole nuove, oppure fallirà come i suoi predecessori che hanno subito i diktat dalla Germania con tutte le conseguenti sofferenze per gli italiani.

  6. Tutti sappiamo che dopo messianiche attese il governo Monti non fu all’altezza del compito, peraltro arduo, che gli era stato affidato. Anche per il governo Draghi non c’è da aspettarsi troppo ma è sempre meglio di un Conte ter con un gruppo di responsabili raccogliticci. Intanto un dato positivo c’è, Draghi parla molto poco e non è sui social.

  7. Già dall’intervento di Draghi al Senato per chiedere la fiducia al suo governo,
    due vocaboli non mi sono affatto piaciuti “irreversibilità dell’euro”.

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