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13 thoughts on “Villa Gigli: il sindaco di Recanati raccoglie l’appello di Gianni Vigarani

  1. Fantasie. Allucinazioni. Non c’è un motivo che sia uno perchè lo Stato (che si chiami Comune o Regione o vattelapesca) debba spendere i propri soldi, che poi sono soldi di TUTTI i cittadini, per un immobile di cui non saprebbe che farsene. I vincoli della Soprintendenza non significano nulla in questa direzione, ma tengono conto di un’azione di tutela architettonica, per evitare magari che qualche “magnate” straniero la trasformi in un edificio stile Hollywood.
    Non esiste nemmeno l’idea di un progetto sul suo destino e lo Stato, secondo il sindaco di Recanati, dovrebbe impegnarsi per una villa destinata a diventare un rudere abbandonato?
    E perchè: per far contento chi ha BISOGNO di quattrini per sistemare le proprie beghe? No. Spero che i sindaci di Loreto e di Porto Recanati abbiano quel tanto di sale in zucca sufficiente per non prestarsi a un’operazione di basso profilo e di squallido mercato.

  2. Visto che il sindaco raccoglie prontamente gli appelli, raccolga anche questo allora e dia una valida spiegazione:
    come mai oggi 8 febbraio 2021 tutti i cancelli del parco pubblico Colle dell’infino, pincio
    erano chiusi concatenati con i lucchetti, impossibile accederci?
    Eppure non siamo in zona rossa, neanche arancione, ma solo in zona gialla.
    In questa piccola città con tutte le imposizioni, ristrettezze e disagi sembra di vivere nella Russia di Stalin, Krusciov e Brezhnev, altro che “vivere Recanati”.

      1. Scorrettissimo! Si doveva comunque motivare mettendo un cartello fuori dai cancelli!
        Essendo un parco pubblico non privato.

          1. Per quanto giusto passa anche essere, i cartelli motivati fuori dai cancelli andavano messi, cosi come erano stati messi e ci sono tutt’ora i cartelli di quando il parco pubblico era stato chiuso per assembramenti anticovid.
            Tu non conosci la correttezza delle procedure egregio testa di….

  3. Bella idea sicuramente se si trova la disponibilità economica, ma allora perché non muoversi per lo splendido palazzo Antici Mattei svenduto a una somma infinitamente inferiore a quella richiesta per villa Gigli? Adesso il cantiere Antici Mattei è una ferita aperta nel cuore di un centro storico già per lo più disabitato.

  4. La strada per l’inferno è lastricata da buone intenzioni dice il detto anglosassone!
    La lirica raccoglie un pubblico di nicchia e quella nicchia la devi attrarre non solo con la Villa Gigli trasformata in museo ma anche con un corollario di strutture ricettive quattro stelle e percorsi d’interesse tematici.
    Non parliamo di Leopardi che raccoglie la cultura,chi orbita in tale settore per lo più è lo stipendiato dal medio 1600 euro netti dell’insegnante di ruolo che si viene a visitare leopardi ma come lo studente si accontenta del b&b e la pensioncina o magari utilizzando anche Airbnb.
    Se poi ci guardiamo neanche a 360° ma bastano i 180° a nord di Villa Gigli che trovi Loreto che ha una ricettività per i pellegrini quindi molto sostanza e poca forma idem Porto Recanati che non è Portofino ma neanche Rimini e si colloca in un’offerta ad un turismo medio di poche pretese.
    Quindi non fantastichiamo troppo per avere poi una bella cattedrale nel deserto con una bella oasi “il laghetto”,rischiamo di fare come quello che compra la Ferrari e non ha i soldi per la benzina.

  5. La villa è sicuramente in posizione splendida e documenta i gusti di un periodo storico, ma non mi è mai sembrata bella, piuttosto cupa e un po’ angosciante come il Vittoriale di D’Annunzio. Poi è questione di gusti, comunque il prezzo è esorbitante, potrebbe comprarla Trump se lo sloggiano..

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