STAMPA STAMPA

4 thoughts on “Dentro l’emergenza, le difficoltà che nascono per la chiusura del Centro diurno per malati di Alzheimer

  1. Se ci fossero più risorse…
    E sapete di cosa parlo…
    Con 5800 euro al mese ci paghiamo 6 giovani che svolgono il servizio civile X 900 euro al mese!!!!
    Con i 90000 euro all’anno dell’altro capo gabinetto possiamo far funzionare il centro come se il virus non esistesse spendendoli in tamponi giornalieri…un po’come fanno in Rai o Mediaset prima di andare in trasmissione conduttori ed ospiti!!!
    PREDICOZZO
    FINO A QUANDO BUTTIAMO I SOLDI PER MANTENERE APPARATI COME CONSIGLI REGIONALI ECC… I SOLDI ANDRANNO SEMPRE PER SITUAZIONI UTILI SOLO AL POTERE ED ESSENDO LA COPERTA CORTA O LA TIRO DA UN LATO O DALL’ALTRO,FACENDO RIMANERE SCOPERTO L’ALTRO LATO,UNA VIA DI MEZZO?
    DIMEZZARE QUEI COMPENSI?
    Nooooooooooo!!!ME RACCOMANNO!!

    1. ci sono altri metodi di assistenza collaudati altrove;inutile proporli a Recanati
      Ti sbattono in faccia un”chi paga?”e si fanno una risata!

      1. Chi paga?
        La risata ci può anche stare perché se facciamo paragoni con città del nord mediamente industrializzate il comune percepisce emolumenti irpef ben superiori rispetto ad una città come Recanati.
        Considerando anche il fatto che mentre nelle nostre realtà molti imprenditori non pagavano i contributi ai loro lavoratori,parlo di anni 50,60,70 parte di ’80 ed oggi abbiamo gente anziana,malata che prendono pensioni da fame non per colpa del governo ma per colpa di imprenditori egoisti che alla domanda:
        _Non mi versa le marchette per la pensione?
        Risposta:
        _Ne prendi de più adesso!
        Con questo modus operandi si è creato l’impoverimento a lungo termine di una fetta di popolazione!
        Mentre al nord dove c’è l’industria ci sono gli inquadramenti il sindacato ed un semplice operaio omologo del Recanatese prende una pensione sopra i 1400 euro che con l’accompagno si somma e la cifra è ben superiore!
        Ecco perché la risata a domande utopistiche CI STA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.