STAMPA STAMPA

16 thoughts on “Tanta intolleranza nei confronti di don Andrea Leonesi

  1. L’unica cosa di intollerabile è come 6 vestito nella foto,la cravatta sotto la zip!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ahahahahahahahahahah!

  2. Sono una donna e mi sembra che da sempre i cattolici, certi cattolici in particolare, pretendono di prendere decisioni in ambito politico condizionando anche chi cattolico non lo è proprio. Parla di intolleranza chi per anni ha bloccato qualsiasi normativa sul riconoscimento delle unioni omosessuali, che ha cercato di rendere difficile la contraccezione etc. ? Per non ricordare a tutti come venisse additata e sanzionata una donna che avesse figli al di fuori del matrimonio. Adesso che i figli non li facciamo quasi più non vi sta bene neanche questo. Qui il bue dice cornuto all’asino. Potete dire che l’aborto è peccato, che gli omosessuali unendosi fanno peccato etc. ma pretendere che le leggi di un paese laico ricalchino le norme religiose è del tutto scorretto. Pensavo che certe separazioni di ruoli e di campi di applicazione fossero ormai acquisite ma non è così.

  3. La VERITA’ e’ che siamo arrivati in un punto in cui deve E DICO DEVE essere NORMALE TUTTO CIO’ CHE NORMALE INVECE NON E’ . Questa e’ la realta’ del momento. INUTILE INSISTERE…

    1. Il concetto stesso di normalità è relativo e molto pericoloso. Chi ha l’autorità di stabilire cosa sia normale e cosa no?

    2. Ritengo che ognuno, una volta adempiuti i propri obblighi di cittadino, debba essere libero di gestire la propria vita come vuole.

      1. Giusto! Gestire la propria vita come si vuole. Poi oltre agli obblighi cara signora, ci sono i doveri e i DIVIETI. I divieti di stuprare i minori.

  4. Due cose appaiono preoccupanti.
    La prima, immediatamente percepibile, è che molti dei commenti sinora riservati all’intervento del Dott. Marconi non fanno alcun effettivo riferimento al portato tecnicamente critico espresso dall’autore: in particolare non si registra cenno di sorta ai gravissimi pericoli connessi all’attribuzione ex lege e, quindi, al successivo esercizio pratico da parte dei giudici, della pura discrezionalità anche in materia penale, riflessione questa che è certamente super partes essendo priva di connotazioni politiche o confessionali.
    La seconda, forse meno lampante ma assai più inquietante, è la sempre più scarsa qualità legislativa italiana. Sino al penultimo decennio del secolo scorso, infatti, la maggior parte dei provvedimenti, specie quelli di carattere riformista o innovatore, veniva emanata a seguito di attento e meditato studio da parte delle migliori menti – giuridiche e specialistiche – nazionali le quali, consapevoli dell’alto compito cui erano chiamate e della correlata grave responsabilità, di regola producevano frutti, se non eccelsi, comunque apprezzabili (non a caso l’Italia era definita la ‘culla del diritto’).
    Ora, invece, leggi e decreti sono realizzati con la stessa ponderazione e preparazione – per non dire con gli stessi obiettivi – con le quali viene dimesso un tweet o un ‘like’, metodica superficiale che è specchio fedele dei tempi moderni (oltre che in linea con i curricula di tanti attuali governanti) e cui non poteva che conseguire uno scadimento, tanto evidente quanto allarmante, dell’attuale produzione normativa, e la ‘legge’ Zan – purtroppo, attesa l’oggettiva rilevanza delle tematiche da essa affrontate – non ne costituisce eccezione. Mario Pinelli

  5. Un’esagerato stipendio mensile di 5.583,34 euro al lordo per occupare un posto da non eletto in Regione.
    Scusate la banalità, ma dati i tempi che corriamo, prendere ai disagiati per dare ai benestanti, in altre parole semplici prendere quello che spetta ai poveri per dare ai ricchi, signori cattolici praticanti devoti, non vi fa mordere la coscienza?
    Mi piacerebbe sapere invece come si esprimerebbe Don Andrea Leonesi in una delle sue tante omelie su questo argomento.

    1. Cosa dire allora dello stipendio mensile da senatore a vita del prof. Mario Monti? Mai eletto, responsabile della crisi del mercato immobiliare e quindi dell’edilizia etc. etc.

  6. Mi sembra utile ricordare che l’Italia non è una teocrazia e che lo stato di diritto, necessariamente laico, deve garantire e proteggere tutti, anche chi cattolico e credente non è. Detto questo, ognuno segua le proprie convinzioni morali e religiose, ma non si pretenda di imporle agli altri. Capisco le posizioni dei cattolici i quali possono seguire tranquillamente i precetti della chiesa e del vangelo senza che nessuno ci metta bocca, ma, come io non metto bocca nelle loro scelte, non si può accettare che loro mettano bocca nelle mie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.