STAMPA STAMPA

27 thoughts on “Meno luminarie natalizie e più soldi a chi è stato costretto a chiudere

  1. Mi sarei aspettata di più!
    Ahahahahahah!!
    Ahahahahahah!!
    Ahahahahahah!!
    Non è che la stessa frase l’hai detta al termine degli scrutini delle regionali?
    Ahahahahahahah!!
    Ahahahahahahah!!
    Come dice la canzone?
    Si può dare di più senza essere eroi sii può fare di più!
    Salutami il coach Romoli!

  2. L’intervento è in sé condivisibile ma il problema è più ampio e la parte politica della Pennacchioni è corresponsabile dell’attuale livello di prelievo fiscale spropositato vigente nel comune di Recanati. Questo era ed è un comune del tutto indifferente, se non peggio, alle esigenze delle categorie produttive.

    1. O ciambellò…non ti ricordi i derivati della precedente giunta di centro destra?
      Ti ricordi il Marangoni (LEGA) che in campagna elettorale ci diceva che per via di questi derivati eravamo indebitati qualche migliaio di euro per cittadino?

        1. Sandro calmati. Te scoppia le vene. Si fa per parlare, mica vorrai farci credere che sei serio. Siamo qui a discutere, ognuno con la propria convinzione. Non c’è bisogno che urli e scrivi in grassetto. Misurati la pressione.

  3. Lasci perdere, per cortesia. Lasci perdere questo atteggiamento catto-sinistroide da “poveri da salotto” o, come si dice adesso grazie al governo, da sobri. Due luminarie in giro per la città servono anche a distrarre un po’ dai pensieri legati alla pandemia Covid-19. Già le prossime festività natalizie saranno diverse dal solito, se poi ci aggiunge anche la mancanza delle tradizionali luminarie, allora più che di Natale potremmo parlare di “2Novembre prolungato”. Allora dovremmo fare a meno anche di qualche albero di Natale e forse anche dei presepi?
    Tenga presente, se se la sente, che pure il fattore psicologico è importante nell’affrontare una situazione del genere, che mette in crisi tanti comportamenti individuali, al di là delle preoccupazioni economiche e di certi “predicozzi di Stato” di improbabili e improvvisati maestri di etica. L’uomo non è solo soldi.

    1. Lasci perdere, per cortesia. Lasci perdere questo atteggiamento catto-fascistoide da “poveri di salo’. Le luminarie in giro per la città servono a distrarre dai pensieri legati alla pandemia Covid-19. Le prossime festività natalizie saranno diverse dal solito. Non dobbiamo fare meno dell’ albero di Natale e dei presepi.
      Tenga presente, se se la sente, che pure il fattore psicologico è importante nell’affrontare una situazione del genere, che mette in crisi tanti comportamenti individuali, al di là delle preoccupazioni economiche e di certi “predicozzi di Stato” di improbabili e improvvisati maestri di etica. L’uomo è prima di tutto soldi. Scemo!

  4. Ex Assessora al Commercio Pennacchioni. Si può fare meglio? Certo. Magari “un pochino”?. Certo. Magari il consiglio lo potrebbe dare ai suoi capi che governano l’Italia di aiutare “…con unintervento un “pochino” più importante” tutti i commercianti italiani, che a parte alcuni (necessità primarie), sono chiusi per DPCM condivisi dal suo PD.
    Avete fatto spendere migliaia di euro alle suddette attività per mettersi in regola con le limitazioni Covid19 e dopo pochi giorni li avete fatti chiudere completamente. Chi paga, almeno “un pochino”, LEI?
    Poi, cara Assessora, parlando di spese “inutili”, perché non ci dice, nero su bianco, quanto ha speso lei per i due anni di SCIVOLI D’ACQUA” (prima in centro e poi a San Francesco- Gioco del Pallone), bloccando parte della circolazione a Recanati per giorni? Ovviamente parliamo di diverse decine di migliaia di euro.
    Perché non li ha “devoluti” ai commercianti (suo assessorato) in crisi anche ai suoi tempi, invece di prendere iniziative molto costose che al commercio avrebbero portato ben poco?
    Ma lei ha dimostrato tutte le sue capacità “espropriando”, iniziative che io ho sempre visto fare da anni da varie associazioni recanatesi, facendole passare per sue idee ed iniziative. Comunque un’idea ce l’ha avuta: almeno davanti allo specchio si può dire: “Quanto sono brava!”.

  5. Beh…ne ha dati 200.000 in un periodo storico dove non c’era il covid….non può parlare??? Da fastidio? Parliamo degli scivoli che ad ogni suo intervento ritonano fuori….quanto hanno costato? Avete visto le delibere e le detrmine? E poi…per i giovani prima di lei cosa era stato fatto? Quali sarebbero le iniziative copiate? Parlate su parlate ma dettagliando no senza senso

    1. I soldi per il superfluo ci sono, per il necessario no. Anche Bisanzio era piena di ori e lusso e discuteva dottamente sul sesso degli angeli ma non aveva un esercito e una flotta efficienti e cadde per mano di Maometto II nel 1453.

  6. Niente luminarie? Diciamo sempre che il centro è un mortorio, poi non vogliano mettete neanche le luminarie? Quindi, se già si è in pochi a frequentare il centro, dobbiamo scoraggiare anche quei pochi che ci andrebbero? Bene, così la depressione sarà totale. Invece, oltre alle luminarie, stanzierei una cifra per incentivare l’addobbo delle vetrine, promuoverei una specie di concorso per premiare la vetrina più bella, come si fece qualche anno fa per addobbi floreali.

  7. Speriamo che ci risparmino la pista di ghiaccio, destinata a perdigiorno che credono di stare ad Amsterdam (“canne” comprese…) o a Copenaghen. All’inizio della pandemia qualcuno ha parlato di “clima di guerra”. Allora, quand’è così, sarà bene adeguarsi a una “mentalità di guerra”, rinunciando al superfluo che il tanto decantato “mercato” spinge a far diventare essenziale e necessario.

  8. Le vetrine di quali negozi, prego? Andare al centro per quale motivo, per pagare il parcheggio o peggio una multa? I quattro soldi delle luminarie sarebbe meglio spenderli ad esempio per non far pagare la prima mezz’ora di sosta come a Porto Recanati prima dell’attuale gratuità. Per le luci basterebbe che ce ne fosse una su ogni cartello affittasi o vendesi, sarebbe illuminata a giorno Recanati dal duomo a casa Leopardi.

  9. @Luca Falzetti, risponderti é molto semplice, riguardo al “…decantato “mercato” spinge a far diventare essenziale e necessario. Allora: se vado a comprare ad esmpio un panettone, non devi guardare il “Panettone” (il dito), ma guardare la Luna (ha detto il saggio). In parole semplici, dietro al panettone c’é una filiera di produttori, ditte con operai ed impiegati che producono il panettone, ditte che fanno le confezioni, di carta, cartone o altro, il lievito o l’uva passa, lo zucchero, il trasporto ed il contadino che produce il grano e lo vende ai mulini che fanno la farina ed alla fine arriva al commerciante che lo vende.
    Capito quanta gente lavora per il “tuo” panettone? Li mandiamo tutti col Reddito di cittadinanza? E chi paga le tasse per pagare il Reddito di Cittadinanza, TU? Un po’ “pochino”, non ti sembra? E questo vale per qualunque prodotto del “mercato”, anche se non essenziale o necessario, secondo te.
    Probabilmente sei un dipendente pubblico a cui anche io pago lo stipendio per il Smart Working (a casa).
    Ti basta o devo fare il famoso disegnino?

    1. Guardi che rinunciare al superfluo non vuol dire non spendere, vuol dire spendere meglio su filiere virtuose , cioè rispettose dell’ambiente e del lavoro degli uomini. Ad esempio vuol dire ristrutturare il patrimonio edilizio esistente e non sottrarre altro territorio dall’agricoltura con nuove costruzioni inutili. Vuol dire non spendere in festicciole e lucette che durano appunto lo spazio delle feste ma ad esempio pulire dei piccoli spazi pubblici un tempo fruibili come il pincetto fuori porta del duomo.

    2. Lei, verosimilmente, invece ha scarsa dimestichezza con le tasse. Non quella della monnezza o del passo carraio (se lo ha) ma quella che va sotto il nome di IRPEF e che serve a tenere in piedi tanti servizi, di cui lei stesso si serve. Magari con qualche esenzione o agevolazione ottenuta chissà come e perchè.

      1. Che abbia poca dimestichezza con le tasse, come ipotesi, potrei dirlo anche di lei, non le pare?
        O mi devo fidare solo della sua parola. Poi”… spendere meglio su filiere virtuose , cioè rispettose dell’ambiente e del lavoro degli uomini”. Perché il lavoro di chi mette le luci, organizza una festa con i “lavoratori” che montano le strutture, il service video-audio, ecc. quelli sono superflui e non essenziali e quindi possono restare a casa, perché i soldi é meglio spenderli per pulire qualche piccolo spazio verde, erbacce sparse quà e la, o ristrutturare il patrimonio edilizio esistente, ecc. ecc. Ma di cosa parla! Lei con qualche migliaio di euro (quello che costano le luci natalizie e qualche “festicciola”), ci rimetterebbe a posto tutto Recanati? Si candidi a Sindaco e dica alle migliaia di persone che partecipano (da quello che vedo ogni volta sono specialmente anziani che non possono andare in vacanza) alle varie “festicciole”, che non ci saranno più perché é meglio spenderli per le erbacce, ristrutturare il patrimonio edilizio esistente e quant’altro. Che facciamo, lasciamo Recanati al buio senza luci di Natale? Possibile. Non facciamo festicciole in estate perché superflue? Possibile. Guardi se lei dice che risparmiando queste cose sistema Recanati, la voto.

      2. Stanno arrivando le racc.a.r. con gli importi da pagare a saldo per la tassa rifiuti. Udite udite mirabile dictu agli operatori economici massacrati dalle chiusure viene graziosamente concesso un alleggerimento di ben il 25% sull’importo da pagare. Poi ci saranno i …ristori… ma se non si lavora nel periodo di chiusura non si producono rifiuti e quindi la tassa non andrebbe fatta pagare. Se la situazione non fosse drammatica ci sarebbe da farsi qualche bella risata.

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