STAMPA STAMPA

13 thoughts on “Un delirio il servizio prenotazione per le vaccinazioni

  1. Niente affatto! Quello riportato dal cronista é soltanto uno dei tanti casi. Di contro, decine e decine , centinaia di utenti ,hanno regolarmente prenotato ed ottenuto sia l appuntamento sia i vaccini. Il cittadino che riferisce di essere preso in giro,
    e’ uno stronzo. E non solo lui.

    1. le lamentele non sono giunte solo da un’utente, testimone diretto di quello che capita a tantissimi altri cittadini. A confermarlo sono anche gli stessi medicii di famiglia. Ascolta,caro lettore, l’intervista al dottor Massaccesi che riferisce di tanti suoi assistiti che lamentano lo stesso disservizio.

      1. Non c’e’ bisogno di ascoltare nessun dottore. Le lamentele riportate da lei signor direttore, hanno un sapore amaro. Non essere partecipi delle difficoltà e non contribuire a far scendere le tensioni che questa pandemia crea alla gente non rende meriti alla radio.
        Indossi invece la mascherina come tutti, perché lunedì scorso moltissimi hanno constatato e commentato negativamente il suo comportamento. Al suo arrivo nello spazio antistante il poliambulatorio per fotografare la situazione tutti hanno visto che sprezzante della regola, non indossava nessun dispositivo, pur avvicinandosi al prossimo. Riguardo le lamentele del medico…sara’ perché non gli rientrano i 10- 20 euro che incassava ad ogni iniezione? Metta la mascherina.

    2. Lo stile di questo commento è indicativo di chi lo ha scritto. Direttore, non crede che sia ora di non pubblicare certe cose? Non esiste una deontologia del giornalista che dovrebbe evitare la pubblicazione di messaggi contenenti insulti, ancorché generici? La libertà d’espressione e la libertà di stampa sono altra cosa, tanto che esiste il reato di diffamazione a mezzo della stampa.

      1. Sei indietro amico. Non si incorre in nessun reato se si da dello stronzo a qualcuno. Sopratutto se il qualcuno è un nikname.
        Studia.

        1. Lei è il solito, immancabile presuntuoso che crede di conoscere tutto in materia. Sono altrettanto sicuro che se l’insulto fosse diretto a lei, correrebbe a cercare il primo avvocato disponibile per farsi riconoscere l'”offesa” e il corrispettivo risarcimento. Probabilmente ha letto un titolo di qualche articolo su qualche sentenza, ma senza preoccuparsi di poi capire cosa ci fosse scritto veramente.
          Per me resta un insulto e per me resta il DOVERE del direttore di esercitare il suo compito di controllo e verifica prima di dare via libera alla pubblicazione.
          Se poi lei trova tutto regolare, faccia pure. Ma almeno abbia il coraggio civile di firmarsi con nome e cognome, non nascondendosi dietro un “anonimo”. Questo lo fanno i codardi (senza offesa…).

      1. Stronzo!

        CHIAMARE QUALCUNO “STRONZO “ NON E’ PIU’ REATO

        Il Consiglio dei Ministri il 13 marzo scorso ha approvato il decreto legislativo n. 28/2015, recante “disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto”,

        Questo intervento legislativo darà più tranquillità a chi scrive per commentare fatti politici e fa della satira: sa che, anche se esagera un po’, difficilmente potrà ricevere delle denunce.

        Adesso potrà scrivere, per esempio, che il sindaco del suo paese una testa di cazzo senza rischiare una querela. Anzi i per essere più precisi la querela potrebbe anche esserci ma non la condanna

        In altre parole il decreto ha depenalizzato tutte quelle espressioni fino ad ieri ritenute offensive come: pezzo di merda, stronzo, ir budello di tu ma, vaffanculo ecc

        1. Un segno di civiltà, secondo lei. C’è da vergognarsi che un consiglio dei ministri abbia approvato un decreto del genere. Testimonianza del degrado culturale di questa nazione e del rispetto che poi ne ricava in campo internazionale, cioè zero.

  2. Prenotato a Civitanova senza problemi : al telefono hanno risposto subito. Appuntamento per la seconda metà di novembre: per allora spero che i problemi siano superati.

  3. E adesso con chi ve la prendete? L’assessore alla sanità non è per caso quello fino ad oggi in prima linea contro la chiusura dei piccoli ospedali?
    E adesso vediamo. “A discorre non é fadiga” dicevano i nostri nonni

  4. Civiltà. Ben detto. A dispetto dei bigotti, signor Luca Falsotto,(!) che per quanto ci riguarda e’ un perfetto sconosciuto Nick name.
    Vada, vada dal suo avvocato, faccia la querela. Col suo vero nome e cognome pero’. Non quello Falsetti! (O) e …non si offenda eh?
    Riguardo il compito del direttore, lasci perdere, lei non é in grado e non ha nessun potere di richiedere la modifica della regola che permette l’anonimato da lui stabilita.

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