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5 thoughts on “Il Tar del Lazio “affonda” definitivamente il rigassificatore di Porto Recanati

  1. La risposta al problema della necessità di energia, se si vuole minimamente salvaguardare l’ambiente, deve essere differenziato e studiato per tipo di esigenza. Faccio un solo esempio. Ha senso che nei paesi dell’Appennino dove abbondano formazioni boschive ormai del tutto abbandonate e spesso oggetto di devastanti incendi estivi, ci si scaldi con il metano? La risposta è no. Si possono costruire centrali termiche a livello di agglomerato urbano che siano alimentate a legna o a cippato. In questo modo si possono tenere puliti i boschi, si crea un minimo di occupazione in loco, si può controllare la flora e limitare la fauna pericolosa, leggi cinghiali, promuovere il turismo venatorio, il turismo ambientalista. Le centrali termiche di questo tipo sono una realtà consolidata ed es.in Austria.

    1. Utopia. Salvaguardare l ambiente? Quale? Lo vada a dire ai Cinesi, agli Indiani, e a tutte le potenze industriali che stanno affogando il pianeta con i gas serra, con i miliardi di tonnellate di scorie, con il nucleare, con la plastica che sta uccidendo la vita degli oceani.
      Riguardo agli Austriaci, stendiamo un velo pietoso. Le loro centrali non hanno valore alcuno nel contesto ambientale Europeo. Oltretutto..odiano noi Italiani, perché mai dovremmo prendere esempi dai crucchi?

  2. Che il rigassificatore non si faccia è una buona notizia. Quanto ai modi di massacrare un po’ meno il pianeta, ognuno faccia la sua piccolissima parte, questa delle centrali a legna per i paesini dell’Appennino (dove d’inverno fa molto freddo) non è una cattiva idea. Se poi la dobbiamo copiare dagli austriaci (ma ci sono in tutta l’area dei Balcani e anche in città di medie dimensioni) non mi sembra grave, le buone pratiche si copiano dovunque si trovino.

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