12 thoughts on “Recanati lancia: la Cultura cura

  1. E’ vero che la Soccio è un’artista, ma credo che viva più sul mondo delle nuvole che in quello reale.
    Vorrei che mi dicesse se Leopardi, Gigli e il Lotto, dei quali nessuno mette in dubbio la grandezza, attualmente possano essere in grado di contrastare il Coronavirus con tutto ciò che ne consegue o migliorare lo stato di salute di chi ha avuto la sfortuna di esserne colpito.

  2. ma qualcuno ha detto al nostro assessore alla cultura che Recanati detiene il più alto numero di morti in Provincia. le hanno detto che nella casa di riposo comunale si muore, nella RSA sono già 11 le persone morte e ugualmente ci si ammala e si muore nella lungo degenza del nostro ospedale. lei che è assessore e che fa parte di una Giunta che sostene la Fondazione Ircer e la regione marche con la sua Area Vasta 3 pensa di far fronte alle morti con la sua cultura e pensa che sia etico in questo momento spendere soldi per una ricerca del minchia? ce lo spieghi assessore e ci dica anche quanto costa tutto questo e poi ci faccia sapere con i numeri quello che porta a Recanati la sua bella e ricamata ricerca. Io non capisco proprio come il sindaco le permetta questo. E’ come la Nicolini, assessore alle politiche sociali, che di fronte alla povertà deui recanatesi costretti a prendere il pasto gratuito dai ristoratori e i buoni spesa propone i pacificatori!!! Non l’ho mai sentita parlare di cose concrete
    …….. Non ho parole

  3. Anche nelle emergenza c’è chi pensa a “inzuppare il biscotto” appena possibile. Questa iniziativa è del tutto inutile, a iniziare dal fatto che si rivolge a ristrette fasce di cittadini, considerati i modi con cui verrà condotta e gli strumenti previsti, non certo alla portata di tutti. Le persone non possono uscire di casa e qui si parla di luoghi della cultura che dovrebbero aiutare la gente ad affrontare questa prova psicologica. Per cortesia, si abbia più concretezza, più serietà, più senso della realtà e si lascino perdere progetti pensati per altri momenti. Piuttosto la Regione, il Comune e chi altri, pensino a dirottare i quattrini della ricerca su direttrici più importanti come il sostegno sociale alle categorie più colpite e il rafforzamento dell’assistenza sanitaria sul territorio.

  4. La Soccio sempre più inopportuna. Qualcuno la informi di ciò che succedendo in tutto il mondo, dei morti, degli ammalati, di chi sta in quarantena, del mondo del lavoro fermo, della povertà sempre più incombente.
    Ma dove vive questa donna e perché le si da tanto spazio, quando a Recanati si muore più che altrove?

    1. Caro Claudio, trovo lei inopportuno che mescola le capre con i cavoli. Cosa c’entrano i morti e gli ammalati con questo progetto? ma ha letto l’articolo o il suo è solo livore politico? Stia attenta assessore al fuoco amico !!!!!

  5. Non capisco cosa c’entrano i morti e gli ammalati con chi propone una ricetta per far ripartire la nostra città, sarà solo invidia? Brava Soccio continui così e non si curi di chi da casa sa solo denigrare

    1. Ripartire? Lei, onestamente, se la sentirebbe in futuro, chessò?, a giugno o a luglio di ritrovarsi in una platea teatrale o in una sala conferenze con altre decine di persone ed essere sicuro di non subire il contagio? Con questo dubbio, quale associazione finirà per elaborare qualche iniziativa culturale, se non un “progetto” teorico da presentare a qualche ufficio pubblico (Regione? Comune?) per “ciucciare” qualche centinaio di euro?

  6. La cultura non è solo la mostra o il concerto o la presentazione di libri sempre rivolti a un pubblico molto elitario (peraltro sempre i soliti). Quasto va benissimo, peccato che tutto questo è stato fatto se non a spese almeno con priorità rispetto ad altri aspetti di cultura sostanziale, o per meglio dire di una cultura che privilegi la messa a punto di modelli sociali non ghettizzanti, come invece si sono dimostrati quelli attualmente in auge, lazzaretti e lebbrosari per i soggetti non più ritenuti presentabili, e cioè disabili di tutte le età e anziani. Penso che ci sia molta cultura in più nell’opera della prof. Nicolini a cui in questa fase darei la priorità assoluta. Sento che a Macerata il centro diurno dell’ANFAS ha chiuso. Vi sembra una buona prova di cultura il fatto che nel momento di massimo bisogno difficoltà i pochi supporti alle famiglie (ovvero per lo più alle madri) dei disabili intellettivi vengano allegramente a mancare? Questa è la simpatica cultura del “chi vuole Cristo se lo preghi” ovvero “ognun pensa per se’ e Dio per tutti”. Quindi prof. Soccio, adesso queste non sono le priorità, e spero che non lo saranno neanche dopo visto che secondo me il modello sanitario e sociale deve essere rivoltato dalle fondamenta. Questa è cultura.

  7. non riesco a comprendere come possa una persona, che viene definita intelligente, a proporre in un momento come questo rimedi contro in virus con la cultura, è ovvio che lei può permettersi certe cose in quanto ha lo stipendio assicurato essendo dipendente pubblico ed inoltre incassa mensilmente un lauto compenso come assessore per proporre robe come queste; vorrei veder se avesse avuto voglia di sparare proposte di tal genere se avesse lavorato come me in un’azienda, ora in cassa integrazione, e con tre figli da mantenere……………….

  8. Sono completamente d’accordo con l’anonimo delle 10.47. La prof. Soccio mi ricorda quanti, sul Titanic che affondava, continuavano a ballare. Piuttosto in momenti come questo, chiusi come topi in case troppo piccole, probabilmente a infettarci gli uni con gli altri, pensiamo a come cambiare i nostri modelli culturali futuri. Case più grandi per poter fare, se possibile, lo smart working. Cohousing per limitare se non smantellare le case di riposo e permettere a tre o quattro anziani di guardarsi reciprocamente dividendo le spese e magari con una badante sola, app. che trasmettano a centri medici i parametri vitali in modo che se ci prende un infarto o se caschiamo per terra qualcuno arrivi a raccoglierci invece di essere trovati stecchiti dopo una settimana ecc.

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